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  Don Sante: «La Famiglia Mi Ha Detto: Fermati»
Consegnate Una Parte Delle Offerte Ricavate Con LA Festa Dello Sport: «abbiamo Battuto Tutti I Record Con LA Pubblicità»

By Barbara Turetta
Il Gazzettino
September 10, 2007

http://www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Padova&Codice=3501745&Data=2007-09-10&Pagina=1&Hilights=Don+Sante+Sguotti

Italy — Che il percorso intrapreso da don Sante Sguotti non potesse essere pienamente condiviso dai suoi familiari si poteva immaginare. Ma certo, e a quanto pare ormai inevitabile, sembra essere il distacco dai suoi consanguinei in seguito alla vicenda che lo vede protagonista. Familiari che avrebbero cercato con le parole di persuadere il sacerdote ad abbandon are quanto intrapreso ormai un mese fa, cercando cosi di smorzare il clamore che si è creato attorno a questa vicenda. "Chi non porta la propria croce e non viene dietro di me, non può essere mio discepolo". Recitava cosi un passo del Vangelo di ieri, parole forti con le quali Gesù esorta i fedeli a "vagliare le proprie disponibilità, con prudenza e coraggio, per seguirlo da vicino"

Croce che nel caso di don Sante sembra essere proprio il distacco dalla sua famiglia che in questi giorni lo avrebbe più volte invitato a fermarsi. Una lettura che il sacerdote ha commentato durante l'Omelia facendo un passaggio anche sulla sua vicenda personale, ma questa volta toccando la sfera familiare. "A stento comprendiamo le cose banali di ogni giorno - ha commentato don Sante - ma non quando cerchiamo di parlare delle cose della Croce. Ho fatto delle scelte anche verso i miei genitori e fratelli. In questi giorni mi hanno detto: "fermati, ti stai rovinando, se domani andrai a cercare un lavoro con che faccia andrai". Può darsi che io sia pazzo, ma può anche essere che stia seguendo pienamente gli insegnamenti evangelici. Nelle parole Gesù dice: se mi vuoi seguire devi arrivare a questo distacco". Nessuna esitazione ha poi avuto il sacerdote nel proseguire con la celebrazione della messa e con la consacrazione dell'eucarestia, ignorando cosi quanto gli era stato chiesto ancora lo scorso 19 agosto dalla Curia che a Monterosso aveva inviato appositamente don Giuseppe Zanon.

Una celebrazione che si è conclusa con la consegna di una parte delle offerte ricavate dalla Festa dello Sport e di una parte del ricavato della festa del Patrono ad alcuni Enti ed associazioni. Ai ringraziamenti ufficiali per la riuscita della festa del Patrono il parroco ha riservato anche alcune righe del foglietto parrocchiale dove non manca però di sottolineare che in questa edizione sono stati "... Battuti tutti i record precedenti di impasti e di utenti in una sera grazie alla pubblicità gratuita ed involontaria promossa dalla Diocesi e dai quotidiani locali. I motivi di difficoltà potevano essere tanti ma alla fine tutti, tranne il Vescovo, hanno scelto la strada giusta: c'è un tempo per ridere e uno per piangere. La sagra è il tempo per stare allegri poi ci sarà anche il tempo per essere tristi. Mai come quest'anno c'è stato un clima di coesione e serenità.".

In merito a quanto detto da Mattiazzo in occasione dell'assemblea per l'apertura dell'anno pastorale che si è tenuta sabato in Duomo e dove l'arcivescovo ha ricordato che "nonostante la sofferenza causata la chiesa non lo abbandon a" don Sante ha commentato: "E' una posizione più serena, ma se fosse arrivata all'inizio forse sarebbe stato meglio. Comunque la mia situazione non cambia, quando ad uno gli si dà lo sfratto cosa gli rimane da fare?".

 
 

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