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Taranto, prete vuole sesso gay online

Corriere del Veneto
April 07, 2015

http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2015/7-aprile-2015/taranto-prete-vuole-sesso-gay-online-smascherato-un-trentenne-rodigino-2301222005150.shtml

La Curia ha rimosso il sacerdote dalla parrocchia: «Condotta moralmente riprovevole». Nella querela si parla di orge e di avance su Facebook

ROVIGO «Mi ha stravolto la vita: adesso ogni prete che vedo mi fa paura». Marco (il nome è di fantasia), è il 32enne di Rovigo che ha denunciato le pesantissime avance sessuali subite nei mesi scorsi da un sacerdote in servizio a Taranto. La Curia pugliese ha subito avviato delle verifiche al termine delle quali il prete è stato cacciato perché - si legge in una nota diffusa lunedì - la sua è stata una «condotta moralmente riprovevole e assolutamente non compatibile con il ministero presbiterale ». Il racconto di Marco è agghiacciante. «Nei mesi scorsi, a causa della crisi, ho perso il mio lavoro di manovale. Stavo affrontando un periodo difficile e, la vigilia di Natale, venni contattato attraverso Facebook da un uomo che mi disse subito di essere un sacerdote. Pensai fosse un segno del Cielo: avevo bisogno di un aiuto spirituale».

In realtà fu l’inizio di un incubo. «Dopo un paio di giorni passati a chattare, mi confidò di essere gay. Gli risposi che per me non era un problema, ma lui cominciò a farmi delle avance sempre più esplicite. Mi disse di essersi eccitato guardando la mia foto e mi chiese di inviargli un’immagine “intima” ». Lui obbedì. «Non sono gay ma avevo troppo bisogno di un Padre spirituale che mi sostenesse moralmente, non potevo correre il rischio di perderlo». Da quel momento le richieste del sacerdote si fecero sempre più pressanti. «Mi plagiò al punto da convincermi a lasciare la mia ragazza perché, diceva, si sarebbe preso cura di me aiutandomi a trovare un lavoro».

A quel punto, dai messaggini passarono alle videochat. «Parlava solo di sesso. Una volta accesi Skype e lo trovai nudo, che si mostrava davanti alla telecamera. Mi disse che gli piacciono i ragazzi, specialmente se giovani, e che farebbe di tutto per loro, anche aiutarli a comprare abiti, cellulari e ricariche telefoniche». Il sacerdote raccontò al rodigino di aver organizzato orge alle quali partecipavano preti e una guardia Svizzera. Millanterie, forse, visto che la Curia di Taranto esclude il coinvolgimento di altri prelati. «Mi ha fatto fare di tutto. Una sua fantasia era che io fossi Giuda Iscariota e, visto che avevo tradito Gesù, dovevo pagare diventando il suo schiavo». Quel rapporto morboso si è chiuso il 25 marzo, quando il rodigino ha denunciato tutto. «Non potevo più andare avanti». Ora è sottoposto a terapia, con il sostegno di uno psicologo. «Vivo nella paura e nell’incertezza, non immaginavo di poter essere usato da un prete come fossi un oggetto».




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