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Ior, DA Pietro Ai Suoi Successori

By Piergiorgio Odifreddi
Le Repubblica
September 26, 2010

http://odifreddi.blogautore.repubblica.it/2010/09/26/ior-istituto-operazioni-di-riciclaggio/

L'ineffabile Benedetto XVI si è affrettato a testimoniare la sua fiducia a Ettore Gotti Tedeschi, presidente dello Ior e indagato dagli inizi della settimana per questioni di riciclaggio. E l'altrettanto ineffabile banchiere ha ricambiato il favore regalando al Papa il suo ultimo libro, intitolato Denaro e Paradiso (fiscale?). Chissà se i due si sono fatti una risata, o hanno preferito fare le corna e sperare che tutto si acquieti?

Certo i problemi finanziari della Chiesa hanno una venerabile storia, lunga quanto la sua. Come raccontano gli Atti degli Apostoli, risalgono infatti a uno dei primi "miracoli" di Pietro, quando il primo Papa fece cadere stecchiti i due coniugi Anania e Saffira, rei di non aver versato alla comunità l'intero ricavato della vendita di un loro podere, così che "un grande timore si diffuse in tutta la Chiesa e in quanti venivano a sapere queste cose".

Un edificante episodio, questo, a proposito del quale l'Edizione Ufficiale C.E.I. ha da dire soltanto che "per la prima volta la comunità cristiana è chiamata Chiesa". E non, invece, che esso rivela come fin dai primordi quella "comunità chiamata Chiesa" avesse incominciato a incamerare con la forza i beni dei Cristiani, inaugurando un business le cui modalità erano che "quanti possedevano campi o case li vendevano, portavano l'importo di ciò che era stato venduto, e lo deponevano ai piedi degli apostoli".

E così, goccia a goccia, o meglio, campo a campo e casa a casa, in duemila anni la Chiesa ha potuto accumulare un patrimonio immenso, che nel passato era amministrato dal cosiddetto Obolo di San Pietro, e oggi lo è invece appunto dal pio Istituto per le Opere di Religione (IOR).

Tra il 1971 e il 1989 il suo presidente fu l'abile e pure lui ineffabile arcivescovo Paul Marcinkus, noto per aver dichiarato che "non si può governare la Chiesa con le Ave Maria" e per aver ispirato il film di Francis Coppola Il Padrino III. Sotto la sua direzione la banca divenne nota per il riciclaggio dei soldi sporchi degli industriali cattolici, orchestrato da devoti consiglieri finanziari quali Roberto Calvi e Michele Sindona, poi morti assassinati nel 1982 e 1986.

Nel 1978 il nuovo papa Giovanni Paolo I decise di fare pulizia tra i "banchieri di Dio", ma morì improvvisamente un mese dopo la sua elezione. Benchè Marcinkus fosse addirittura sospettato del suo assassinio, oltre che di affari con la mafia e la massoneria, e in particolare con la loggia neofascista P2 di Licio Gelli a cui appartenevano sia Calvi che Sindona, Giovanni Paolo II lo lasciò comunque al suo posto non solo allora, ma anche nei sette anni successivi alla sua incriminazione nel 1982 per il fallimento da tre miliardi e mezzo di dollari del Banco Ambrosiano presieduto da Calvi, di cui lo IOR era il maggior azionista.

Anche allora il Vaticano si stracciò fariseicamente le vesti, ma fu costretto a pagare 241 milioni di dollari in risarcimenti ai creditori. E in seguito il figlio di Calvi rese pubblica una lettera scritta dal padre al Santo Padre due settimane prima di essere assassinato, nella quale si lamentava: "Santità, sono stato io ad addossarmi il pesante fardello degli errori nonchè delle colpe commesse dagli attuali e precedenti rappresentanti dello IOR, comprese le malefatte di Sindona. Sono stato io che, su preciso incarico dei Suoi autorevoli rappresentanti, ho disposto cospicui finanziamenti in favore di molti paesi e associazioni politico-religiose dell'Est e dell'Ovest. Sono stato io in tutto il Centroamerica che ho coordinato la creazione di numerose entità bancarie, soprattutto allo scopo di contrastare la penetrazione e l'espandersi di ideologie filomarxiste. E sono io, infine, che oggi vengo tradito e abbandonato".

L'allusione alle "associazioni politico-religiose dell'Est e dell'Ovest" è, in particolare, a Solidarnosc in Polonia e ai Contras in Nicaragua. La "caduta del comunismo" è stata aiutata, infatti, non da ipotetici interventi celesti della madonna di Fatima, ma da reali finanziamenti terrestri di papa Wojtila e del presidente Reagan, e la banca vaticana fu in particolare accusata di aver maneggiato i fondi segreti scoperti dallo scandalo Iran-Contra.

Un altro scandalo investì lo IOR nel 1997, quando fu reso pubblico un rapporto del Dipartimento del Tesoro americano del 1946, poi confermato da un rapporto del Dipartimento di Stato del 1998, in cui si svelava che alla fine della Seconda Guerra Mondiale i nazisti croati avevano depositato un tesoro nella banca vaticana. Questa volta la Santa Sede si limitò a smentire, negando però il permesso di visionare i suoi archivi al proposito.

Nel 1999 lo IOR è stato poi citato in tribunale a San Francisco, insieme ad altre banche e associazioni religiose cattoliche, da un'organizzazione che rappresenta 300.000 vittime, oltre ai sopravvissuti, dei campi di concentramento iugoslavi allestiti dagli ustascia clerico-fascisti controllati dalle gerarchie cattoliche. Oltre alle accuse di genocidio per vari sacerdoti, ci sono per lo IOR quelle di gestione dei bottini di guerra e del finanziamento di reti quali la famigerata Odessa (Organization der ehemaligen SS-Angehörigen, "Organizzazione degli ex-membri delle SS"), che aiutarono criminali nazisti come Adolf Eichmann, Joseph Mengele e Erich Priebke a fuggire in Sud America.

Se il buon giorno si vede dal mattino, era dunque ottimo quello che si era visto nel primo scandalo finanziario della Chiesa, completo di duplice assassinio. E le accuse di omissioni legate alla normativa delle norme antiriciclaggio di questa settimana non sono certamente il crepuscolo di questo giorno, ma soltanto l'ultimo di questi scandali, in attesa del prossimo.

Ma al fondatore non veniva forse attribuito il motto: "Date a Cesare ciò che è e di Cesare, e a Dio ciò che è di Dio"? Se veramente c'è, non potrebbe provare a battere un colpo e farci sapere cosa ne pensa di ciò che viene fatto in suo nome?


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